Campania, liste d’attesa: consiglio regionale verso nuove regole.

Una nuova regolamentazione delle prestazioni sanitarie rese in libera professione. Per procedere sulla falsa riga di quanto si sta realizzando in Toscana con l’obiettivo di contenere le liste di attesa.

Va in questa direzione la mozione approvata ieri dal Consiglio Regionale della Campania, presieduto dal Vice presidente vicario Tommaso Casillo, su iniziativa del capogruppo del gruppo misto, Francesco Moxedano, e di altri consiglieri del centrosinistra.

“La mozione – ha dichiarato Moxedano – si regge sull’impegno espresso dal Commissario straordinario di mettere mano ad una nuova regolamentazione sull’intramoenia e sull’extramoenia per verificare e monitorare il rapporto con l’ordinario. Per capire come il professionista viene impiegato per l’ordinario e quanto per l’intramoenia e l’extramoenia. In questi anni, nonostante i regolamenti, le Asl e le Aziende hanno avuto una difficoltà  realizzare un controllo e un monitoraggio compiuto, cosa che può aver contribuito favorire le liste di attesa. Non è possibile che per avere un intervento in ordinario bisogna aspettare un anno e in intramoenia solo una settimana. Vogliamo mettere i cittadini di poter scegliere liberamente il proprio professionista in maniera equa. Anche perché ritengo che l’intramoenia se esercitata in modo efficace può anche contribuire al superamento delle liste di attesa sulla falsa riga di quanto sta avvenendo in regione Toscana. Di certo, ritengo che per il futuro l’obiettivo da perseguire sia quello di un superamento dell’extramoenia. E la mozione presentata va in questo senso”.

Nello specifico la mozione, approvata con 28 voti favorevoli su 37 e nove contrari – spiega una nota di fine seduta del Consiglio – è finalizzata a rivedere, programmare e ridefinire, laddove è necessario, la regolamentazione esistente in merito all’erogazione di prestazioni sanitarie in regime intramoenia, nonché a rafforzare le azioni per organizzare un sistema regionale di raccolta dati centralizzato e in diretta sinergia con le strutture aziendali sanitarie in grado di gestire in maniera efficiente le liste di attesa, con l’obiettivo di allineare i tempi di erogazione delle prestazioni in ambito istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramoenia, al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza della libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi in ambito istituzionale.

 

credits. QuotidianoSanità